martedì 13 agosto 2013

QUANDO NON SERVONO COMMENTI

"Ab imo pectore, premesso che l' intitolazione di uno spazio cittadino ad un personaggio non è vicenda privata, ma questione di carattere pubblico, e che ben altri problemi di più rilevante importanza incombono sulla testa della gente, intervengo su di una vicenda che merita chiarezza ed una presa di posizione definitiva:una intitolazione di una " qualunque cosa" al compianto amico Antonio, anche mio Padre. Desidero prima di tutto ringraziare le uniche due persone che si sono adoperate per il buon esito di questa vicenda: il Sig. Giancarlo Castrini ed il Sig. Floriano Pizzichini. A quasi tre anni dalla sua scomparsa, mio padre avrebbe chiesto di lasciar cadere nell'oblio un'iniziativa che assumerebbe sempre più , facendo e mettendo tanta forza, altresì non chiesta, il sapore amaro, non zuccherato, di una regalia. Troppi anni e troppe promesse. Chi vuole ricordare Antonio, lo ricordi in cuor suo.....per quello che è stato."
  

                              Suo figlio Paolo Pinotti.

venerdì 9 agosto 2013

DEPURATORE. UN PRECEDENTE CLAMOROSO


Agropoli, immobile deprezzato per presenza depuratore: 


comune risarcirà 160mila euro 



AGROPOLI. Deprezzamento di un immobile, situato in via De Gasperi per la presenza del 

depuratore cittadino: il Comune di Agropoli condannato al pagamento di un risarcimento di 

circa 230.000 euro. Una somma cospicua, ridotta grazie ad una transazione, con la quale il 

risarcimento è stato quantificato in 160.000 euro. Si è chiuso così un contenzioso tra l’ente 

comunale e un privato cittadino, iniziato ben 26 anni fa. Il primo atto di citazione infatti, risale al 

maggio del 1986, con il quale è stata chiesta la rimozione del depuratore e il risarcimento per 

la svalutazione dell’immobile. Il Comune, costituitosi in giudizio, ha chiesto il rigetto della 

richiesta. L’iter giudiziario è andato avanti fino al 2006 quando il tribunale di Vallo della 

Lucania condannò l’ente a rimuovere l’impianto. Il Comune impugnò la sentenza della Corte di 

Appello, che sospese l’ordinanza di demolizione del depuratore. Tra ricorsi a carte bollate si è 

giunti alla sentenza definitiva del tribunale di Vallo della Lucania, con la quale il Comune è 

stato condannato al pagamento della somma di 229.600 euro e di oltre 6000 euro tra spese 

varie. Una somma ingente che ha spinto il Comune a valutare l’opportunità di una transazione. 

L’accordo prevede la corresponsione complessiva di 160.000 euro suddivisa in due tranche, 

l’ultima della quale dovrà essere versata entro la fine di giugno del 2011. Il depuratore, 

collocato nel centro urbano, da tempo ha sollevato polemiche soprattutto dei residenti che 

vivono nelle immediate vicinanze. Da qui la decisione dell’amministrazione comunale, 

capeggiata dal sindaco Franco Alfieri, della rimozione dell’impianto. A tale scopo, sono in 

corso i lavori che collegheranno la rete fognaria di Agropoli all’impianto di depurazione di 

Varolato di Capaccio Paestum. Si tratta di un intervento che permetterà di eliminare l'impianto 

di depurazione nei pressi di Foce Testene. L’opera, che prevede un investimento per 2,6 

milioni di euro, è finanziata con fondi europei. L’impianto, quindi dopo tanti anni sarà rimosso 

ma, in ogni caso, il Comune deve risarcire il proprietario dell’immobile per il deprezzamento 

dello stesso causato dalla presenza del depuratore. La realizzazione dell’intervento 

comporterà una migliore qualità della vita in termini ambientali, considerata la posizione 

dell’attuale impianto al centro della città, un risparmio economico nella gestione associata con 

il Comune di Capaccio Paestum, e la possibilità di utilizzare un’area di circa 10mila metri 

quadrati al centro di Agropoli per realizzare opere di interesse sociale. Non sarà solo Agropoli 

ad attaccarsi all’impianto di Varolato: il progetto complessivo infatti prevede anche il 

collegamento di altri comuni. -

UN DEPURATORE SVALUTA GLI IMMOBILI ?

Monza, prezzi delle case giù
I danni collaterali del depuratore



Monza - Un deprezzamento del 15% sul costo delle case. L'ombra lunga (e puzzolente) del depuratore si abbatte sulle case che si trovano a ridosso dell'impianto. Negli ultimi anni il valore degli immobili che si trovano nelle via Marconi, Dei Prati e Doberdò si è svalutato del 10 o addirittura del 15% rispetto al prezzo originario. A confermarlo sono le stesse agenzie immobiliari che da tempo tappezzano le cancellate dei condomini con cartelli di vendesi: venti quelli affissi solo lungo via Marconi.

«Quasi sempre si tratta di case belle, come le villette in via Dei Prati o Doberdò, o di appartamenti ampi, acquistati negli anni Settanta. Difficilmente i proprietari acconsentono a svenderle, anche perché alcuni hanno ancora il mutuo da estinguere. E così sono costretti a rimanere nonostante l'odore, o ad andarsene perdendo però dei soldi. Comunque sono immobili che difficilmente si riesce a vendere», spiega Paola Frustaci, dell'omonimo studio immobiliare in via San Rocco. A interessarsi a queste case sono soprattutto giovani coppie senza troppe possibilità economiche o famiglie di stranieri.

«Difficilmente i monzesi decidono di venire ad abitare qui sapendo del problema del depuratore - aggiungono dalla sede di Tempo Casa -. Chi lo fa è perché ha già altri parenti nel quartiere o per motivi economici. I brianzoli nemmeno prendono in considerazione il quartiere, più interessati sono coloro che lasciano Sesto San Giovanni per trasferirsi a Monza». A rendere San Rocco un quartiere poco desiderabile agli occhi degli acquirenti (nonostante le indubbie potenzialità come la vicinanza al centro città da una parte e alle tangenziali e a Milano dall'altra) non è però solo il depuratore con i suoi miasmi.

«Anche la vicinanza della ferrovia e dell'autostrada, soprattutto nel quartiere di Sant'Alessandro e poi i troppi piloni della corrente a volte eretti persino all'interno delle proprietà per non parlare dell'altissima presenza di attività commerciali straniere hanno contribuito a far abbassare le quotazioni delle case, e a rendere San Rocco e Sant'Alessandro davvero dei quartieri abbandonati», aggiunge Frustaci. Una situazione che fortunatamente non è comune a tutto il quartiere, ma che negli anni ha contribuito ad alimentare la “cattiva fama” della zona.

«I condomini di via Marconi, per esempio, non hanno avuto davvero molta fortuna - spiegano nella sede di Prima Casa - prima hanno dovuto sopportare la presenza della strada che passava a pochi passi dalle case, poi la sopraelevata ha alleggerito un po' il traffico, a quel punto però si è aggiunto il problema evidente delle puzze dal depuratore, che in alcune giornate è davvero insopportabile. Noi abbiamo gli uffici in via San Rocco e in certe giornate è difficile lavorare anche tenendo porte e finestre chiuse».
Sarah Valtolina

UN ESTATE FUORI DAL COMUNE !!!

Lo spot dell'amministrazione Rossini non poteva essere più "azzeccato". 
E'  proprio  un  estate  fuori  dal  Comune !!!
         
                              
                                   Cappuccini. Protesta di 200 cittadini
                             
                                                    Pantalla. PROTESTA DI 200 CITTADINI

giovedì 4 luglio 2013

ULTIME NOTIZIE

IL FESTIVAL DI TODI APRE CON UN DIBATTITO CUI PARTECIPA MASSIMO  D'ALEMA E MODERA CATIUSCIA MARINI. 
DAL TODI FESTIVAL ALLA FESTA DELL'UNITA'...

                                          l'Uccellino.